Dai Costi Ambientali e della Risorsa a un fondo ambientale per il Brenta

L’acqua è un bene essenziale per la vita, e per quanto sia abbondante sul nostro pianeta, meno dell’1% è acqua dolce potenzialmente utilizzabile dall’essere umano. A causa del cambiamento climatico, che sta provocando la riduzione del volume delle precipitazioni e delle riserve nevose e glaciali, l’acqua diventerà in futuro un bene sempre più scarso, soprattutto in estate.
Per queste ragioni è essenziale avviare un processo di adattamento alle future condizioni climatiche, per garantire l’approvvigionamento idrico alle generazioni future.

IL CONTESTO

L’area del Medio Brenta è un territorio strategico per l’approvvigionamento idrico-potabile dell’intera Regione Veneto, e recentemente sono stati installati nuovi pozzi per il prelievo di acqua dalla falda sotterranea, con un prelievo potenziale di circa 1700 l/s. L’aumento del prelievo idrico nell’area del Medio Brenta rende necessario tutelare questa preziosa risorsa sia in termini quantitativi (garantire un costante approvigionamento nel tempo) sia in termini qualitativi (salvaguardare la risorsa dalle fonti inquinanti industriali e agricole), in un’ottica di sostenibilità di lungo periodo.

L’area di prelievo di acqua potabile del Medio Brenta si inserisce all’interno di un sito Natura 2000 , ovvero un’area di interesse comunitario per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie. La sfida che abbiamo di fronte è quindi garantire, nell’area del Medio Brenta, un equilibrio tra la necessità umana di disporre di acqua potabile buona in modo costante nel tempo, e la conservazione di habitat prioritari che favoriscono la biodiversità e aumentano il valore di un’area ad alta vocazione turistico-ricreativa.


I COSTI AMBIENTALI E DELLA RISORSA (ERC)

Il progetto Parco Fiume Brenta ha avviato un percorso virtuoso di salvaguardia della risorsa idrica e degli ecosistemi ad esso collegati.
L’intento del progetto è di istituire un fondo ambientale per gli interventi di mitigazione/compensazione degli impatti negativi causati dal Servizio Idrico Integrato, finanziato dagli utenti tramite una piccola quota della tariffa idrica.
Lo schema che sta alla base del fondo ambientale è quello proposto dalla normativa italiana (DM 39/2015 e Delibera ARERA 580/2019/R/idr) in attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque dell’Unione Europea (DQA, 2000/60/EC). L’articolo 9, nello specifico, istituisce il principio “chi inquina/usa paga”, che prevede la compensazione degli impatti ambientali negativi provocati dal consumo della risorsa idrica da parte degli utilizzatori finali, e contestualmente introduce il tema dell’internalizzazione dei Costi Ambientali e della Risorsa (Environmental and Resource Costs, ERC).

I costi ambientali sono i costi legati ai danni che l’utilizzo stesso delle risorse idriche causa all’ambiente, all’ecosistema o ad altri utilizzatori. Sono definiti come le spese, interventi e obblighi per il ripristino, la riduzione o il contenimento del danno prodotto dagli utilizzi idrici, e sono da imputare direttamente al soggetto che utilizza la risorsa o fruisce di un servizio idrico.

I costi della risorsa sono invece i costi delle mancate opportunità imposte ad altri utenti in conseguenza dello sfruttamento intensivo delle risorse, al di là del loro livello di ripristino e ricambio naturale.


LE MISURE

Grazie al fondo ambientale sarà possibile intervenire con misure ad hoc per la tutela della risorsa idrica e della biodiversità, implementando sistemi di Pagamento per Servizi Ecosistemici (Payment for Ecosystem Services, PES) e realizzando interventi mirati, in sinergia con altri fondi messi a disposizione dai programmi regionali, nazionali ed europei (PSR, Eco-schemi, Piano di Gestione Natura 2000, Next Generation EU, Green Deal Europeo ecc.).
Gli interventi che il progetto si propone di attuare rientrano nella categoria di “infrastrutture verdi e blu”, ovvero misure e interventi che utilizzano sistemi naturali per migliorare la qualità ambientale e fornire servizi ecosistemici:

Miglioramento di pratiche agricole tramite pagamenti agli agricoltori per la conversione al biologico o per la riduzione nell’utilizzo di fosfati e nitrati

Realizzazione di Aree Forestali di Infiltrazione (AFI) grazie alle quali si ricarica la falda idrica sotterranea

Realizzazione di aree umide polifunzionali

Realizzazione di Siepi e Boschetti

Il team di progetto ha quindi sviluppato una metodologia ad hoc per il calcolo degli ERC, che sta trovando applicazione nella tariffa idrica e vedrà la sua conclusione con l’inserimento nel Piano d’Ambito delle Misure sopra descritte.


Per approfondire:

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