Fondo ambientale

In un trend in cui lo stanziamento di fondi pubblici per la salvaguardia ambientale è in continua diminuzione, è nata la necessità di trovare una fonte stabile di risorse dedicate agli investimenti per la natura: un fondo ambientale per il Brenta.
I contributi verranno raccolti attraverso la tariffa dell’acqua gestita da Etra, prevedendo che una parte della stessa vada a compensare il danno ambientale generato dalle attività di prelievo idrico.

Il fondo permetterà di realizzare molteplici attività:

Attuazione di un piano di gestione per il sito Natura 2000

Interventi di conservazione della biodiversità e della risorsa idrica

Monitoraggio e sorveglianza

Incentivi per la diffusione di buone pratiche nel settore agricolo

I Pagamenti per Servizi Ecosistemici

I servizi ecosistemici sono i benefici che gli ecosistemi forniscono al genere umano; quelli legati alle risorse idriche comprendono, tra gli altri, la fornitura potabile, l’irrigazione, la mitigazione dei danni da alluvione e la purificazione dell’acqua.

La costituzione di un fondo ambientale per il Brenta rappresenta un cosiddetto “Pagamento per Servizi Ecosistemici” (PES), uno strumento che crea un nuovo mercato generando uno scambio economico tra chi è responsabile della fornitura di un servizio ecosistemico (cioè di un beneficio prodotto dall’ambiente per l’uomo) e chi ne usufruisce (per esempio cittadini o aziende private).

La novità dello strumento sta nel fatto che generalmente si beneficia dei servizi ecosistemici a titolo gratuito, mentre sarebbe giusto che chi inquina o chi usa una risorsa naturale contribuisse al suo mantenimento e miglioramento.

L’idea del fondo ambientale nasce dall’introduzione nella recente normativa del settore idrico (2000/60/EC, DM n.39/2015) dei cosiddetti Costi Ambientali e della Risorsa (ERC), che, vi si dice, devono essere calcolati ed inseriti nella tariffa idrica. Si tratta, in pratica, di forme di compensazione per i danni che l’utilizzo della risorsa causa all’ambiente e per le mancate opportunità imposte ad altri utenti in seguito al medesimo uso.

Dopo una prima fase di sviluppo di una metodologia ad hoc per il calcolo dell’ERC, l’attività del progetto riguarderà la pianificazione degli interventi di conservazione necessari per compensare gli ERC e l’aggiornamento del Piano d’Ambito integrando questo tipo di interventi.

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